chi sono
Ho studiato Fashion Design al Politecnico di Milano e ho passato anni dentro il lusso, a lavorare sui capi di grandi marchi italiani e internazionali. Poi ho cambiato domanda.
il passaggio
Per anni ho guardato i vestiti dal lato di chi li costruisce: il taglio, il tessuto, la costruzione della spalla. Poi mi sono accorta che la parte più interessante veniva dopo, quando quel capo finiva addosso a qualcuno ed entrava in una stanza.
"Per anni ho pensato che il mondo della moda avesse solo figure che creavano collezioni, e ignoravo ciò che viene dopo. Poi il mio interesse si è spostato verso capire cosa dicono quei vestiti prima che la persona apra bocca."
È lì che ho smesso di disegnare collezioni e ho iniziato a leggere le persone.
in cosa credo
È un sistema di segnali che tutti leggono e quasi nessuno sa di stare mandando. Quando smetti di considerarla una questione estetica e inizi a trattarla come un linguaggio, cambia tutto: non ti serve avere gusto, ti serve sapere cosa stai dicendo.
Per questo non ti dico cosa metterti. Ti faccio vedere cosa stai già dicendo.
come lavoro
Un personal shopper sceglie per te: funziona finché c'è lui. A me interessa che a un certo punto tu non abbia più bisogno di me — che davanti a uno scaffale tu sappia da solo perché quel capo sì e quell'altro no.
Per questo il supporto è forte all'inizio e si allenta col tempo. Non è disinteresse: è l'obiettivo.
"La mia formazione da fashion designer mi ha insegnato a fare tutto, e infatti mi faccio i vestiti da sola. Ma non li faccio agli altri, perché non mi sento la migliore in quel settore."
Preferisco dirti cosa so fare bene, e cosa no.
parliamone
Due minuti di questionario e capisco già molto di come stai messo. Poi ne parliamo.
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